Anna Lucarelli

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Piccola osteria senza parole - Massimo Cuomo

Il romanzo nasce dalla penna dello scrittore Massimo Cuomo, ventenne, che descrive realisticamente la vita all'interno di un bar di fantasia del nord est Italia nell'anno 1994. Scovazze non esiste, è un paese inventato, ma i personaggi rispecchiano la vita reale di un luogo circondato da distese coltivate e da allevamenti, dove l'odore stallatico è dominante in tutto il romanzo. I personaggi sono molto particolari, sembrano delle caricature. Il Punto Gilda è l'unico punto di ritrovo di un paesino dove gli avventori giocano a carte o alle slot machines, e seguono i mondiali di calcio USA '94. Questo romanzo che racconta di personaggi davvero curiosi, vede sbocciare due storie d'amore molto particolari e avrà un epilogo a sorpresa che svelerà il motivo della visita dell'enigmatico meridionale che arriva a stravolgere la vita degli abitanti del paese.

L'arte di legare le persone - Paolo Milone

Paolo Milone è uno psichiatra e raccoglie nel libro “L’Arte di legare le persone” frammenti di pensieri, di dialoghi di riflessioni senza un ordine apparente. Frammenti raccolti per temi, accostati per assonanza e per contrasto. Il filo conduttore è la psichiatria d’urgenza, le urla, i silenzi, la vita quotidiana del Reparto 77, la convivenza con la nevrosi, la depressione, l’euforia.
Per uno psichiatra d’urgenza le decisioni da prendere sono sempre difficili… contenere un matto è contro natura, viola la legge umana, ma anche stordirlo di farmaci è disumano. A volte però è indispensabile per permettere al malato di ritrovare sé stesso. La malattia psicologica non è una tonsillite, non la si vuole riconoscere fino a quando è ormai troppo tardi. In alcuni casi i malati sono accompagnati al pronto soccorso da parenti che sono ormai disorientati, negano la realtà, non accettano la malattia. A volte discutono fra di loro, per chi vuole farlo curare e chi vuole riportarlo a casa. Lavorare in un reparto d’emergenza significa anche affrontare la violenza, le barelle che volano, riportare lividi e contusioni.
Non è facile stare a contatto con un nevrotico, la follia è contagiosa, rimane in circolo. Per uno psichiatra la giornata lavorativa non termina quando passa il cartellino a fine turno perché il suo lavoro non è scienza del sapere, ma è un rapporto meditato su ogni singolo caso trattato.
Lo psichiatra fuori del reparto ha una vita privata e se poco prima si è dovuto confrontare con il dramma del suicidio della ragazza che aveva in cura, a fine turno deve anche ricordarsi di comprare il latte prima di tornare a casa.
Paolo Milone racconta in modo estremamente concreto la sua esperienza quarantennale servendosi dell’ironia per descrivere il dramma dell”abisso” e dimostrando al contempo una forte empatia con i malati, valore davvero raro.

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